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Sui sentieri di Foscolo e Petrarca : le "Veglie Tauriliane" dell'abate Giuseppe Barbieri

معرفی کتاب «Sui sentieri di Foscolo e Petrarca : le "Veglie Tauriliane" dell'abate Giuseppe Barbieri» نوشتهٔ Francesca Favaro; Fabio Finotti; Giulio Osto; Gianluca Canello; Teresa Albarelli Vordoni; Niccolò Tommaseo، منتشرشده توسط نشر L'Erma di Bretschneider srl در سال 2018. این کتاب در فرمت pdf، زبان it ارائه شده است.

Il volume, a cura di Francesca Favaro, costituisce la prima edizione moderna e commentata delle Veglie Tauriliane dell'abate Giuseppe Barbieri (1774-1852), edite originariamente nel 1821. Le dodici epistole in prosa - definite Veglie poiché le si immagina scritte di notte e Tauriliane dal nome della località, Torreglia (vicino a Padova), in cui l'autore risiedeva - consentono di conoscere la dimensione di vita e di cultura peculiare di Barbieri. Allievo prediletto di Melchiorre Cesarotti, religioso e studioso dei classici, oratore sacro e poeta, l'abate tratteggia in queste pagine un vivido affresco della società contemporanea. Le epistole si rivolgono, oltre che ai destinatari, a un pubblico più vasto, che Barbieri, descrivendo i paesaggi circostanti e le abitudini proprie e dei vicini, introduce nel dialogo da lui intrattenuto con gli amici viventi e con i maestri amati - la cui voce ancora lo raggiunge, intatta, dalle pagine dai libri - nonché nel dialogo con il proprio stesso cuore, proiettato verso la natura euganea. Non semplice cornice, ma essenza di questa prosa sapiente e affettuosa, sono infatti i Colli Euganei: la regione, madre adottiva' del bassanese Barbieri, lo accolse e ospitò, ricevendo in cambio una gratitudine che le Veglie valgono a ben dimostrare. Dopo le Veglie, il volume presenta un carme di Niccolò Tommaseo e una poesia di Teresa Albarelli Vordoni (testi inclusi nella stampa del 1821). Comprensivo della prefazione di Fabio Finotti e della postfazione di Giulio Osto, il libro vanta inoltre un corredo fotografico a opera di Gianluca Canello. On the paths of Foscolo and Petrarca, The Taurilian Vigils of Abbot Giuseppe Barbieri The volume, edited by Francesca Favaro, constitutes the first modern and commented edition of the Taurilian Vigils by Abbot Giuseppe Barbieri (1774-1852), originally published in 1821. The twelve epistles, written in prose - defined "Vigils" because they are imagined to be written at night and Taurilian from the name of the locality, Torreglia (near Padua), in which the author resided - allow to know Barbieri's peculiar life and culture dimension. Melchiorre Cesarotti's favourite pupil, religious and scholar of the classics, sacred speaker and poet, the abbot outlines in these pages a vivid fresco of contemporary society. In addition to the recipients, the epistles are aimed at a wider audience, which Barbieri, describing the surrounding landscapes and his habits of his neighbours' habits, introduces into the dialogue he had with his living friends and beloved teachers - whose voice still reaches him, intact, from the pages of the books - as well as into the dialogue with his own heart, projected towards the Euganean nature. The Euganean Hills are not a simple frame, but the essence of this wise and affectionate prose: the region, Barbieri's adopted mother' (he was born in Bassano del Grappa), welcomed and hosted him, receiving in exchange a gratitude that the Vigils are worth to demonstrate. After the vigils, the volume presents a poem by Niccolò Tommaseo and a poem by Teresa Albarelli Vordoni (texts included in the 1821 printing). Including the preface by Fabio Finotti and the afterword by Giulio Osto, the book also boasts a photographic equipment by Gianluca Canello. "Le Veglie Tauriliane dell'abate Giuseppe Barbieri (1774-1852), edite per la prima volta nel 1821 e qui proposte in edizione moderna e commentata, non solo fanno accedere alla dimensione di vita e di cultura dell'autore, allievo prediletto di Melchiorre Cesarotti, religioso e studioso dei classici, oratore sacro e poeta, ma anche tratteggiano un vivace affresco della società e socialità coeve. Le dodici epistole in prosa che costituiscono la raccolta (idealmente oraziane, nell'ispirazione) s'indirizzano infatti non esclusivamente ai destinatari cui sono intitolate, ma a un pubblico ben più vasto che Barbieri, mentre descrive i paesaggi che lo circondano e gli usi della zona di Torreglia (Padova), inoltra gradualmente nella rete delle sue conoscenze, nel dialogo ininterrotto con gli amici viventi e con i maestri amati, più o meno antichi, la cui voce è impressa forte e nitida sulle pagine dei libri, nonché con il proprio spirito, riflesso nello specchio della natura. Non semplice cornice, ma essenza di questa prosa dottamente limpida, erudita ma altresì affettuosa e 'calda', è la regione euganea: madre adottiva di Barbieri (nativo di Bassano) essa lo accolse e protesse, ricevendo in cambio l'omaggio di una gratitudine che le Veglie Tauriliane testimoniano e affinano grazie al pregio della mente, del sentimento, dello stile."--Page 4 of cover
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