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Serafino di Sarov. Vita, colloquio con Motovilov, scritti spirituali

معرفی کتاب «Serafino di Sarov. Vita, colloquio con Motovilov, scritti spirituali» نوشتهٔ Irina Goraïnoff، منتشرشده توسط نشر Piero Gribaudi Editore srl در سال 1995. این کتاب در فرمت epub، زبان it ارائه شده است.

Serafino di Sarov è il santo più amato e più venerato dalla gente russa, diciamo pure che è l'icona classica della santità russa, il santo serafico, così parallelo al nostro Francesco di Assisi da essere chiamato il “somigliantissimo” al Cristo umile e kenotico, dolce e mite di cuore, che attira gli sguardi di tutti coloro che, rifiutando l'intelligenza dei sapienti di questo mondo hanno aderito alla stoltezza della croce.Il suo cuore bruciante di amore per gli uomini, i bambini, gli animali della foresta, per la terra, mai sentita come estranea al Pardes, lo ha reso un testimone della trasfigurazione dell’uomo e della natura, un ermeneuta della vicinanza del regno di Dio, un portatore dello Spirito Santo in ogni dialogo tessuto con le creature.Non la tristezza ma la gioia lo anima sempre, non la visione del peccato ma la percezione delle vie terapeutiche e salvifiche lo guida nel suo ministero, non l’odore di morte, ma il profumo dello Spirito Santo domina le vicende della sua vita.Ci sono diverse “qualità” di testimoni nella storia della Chiesa e Serafino appartiene alla nuvola dei narratori della agape, della dolcezza, della tenerezza: coloro che esperimentano e quindi affermano che Dio è soltanto amore, quelli che “conservano nel cuore” piuttosto che predicare, quelli che fanno di ogni giorno un'alba in cui correre pieni di fuoco verso il sepolcro vuoto, per contemplare la Resurrezione.L’ultimo santo canonizzato dalla Chiesa Russa - così come Ivan di Cronstadt e Silvano dell'Athos che l'hanno seguito - Serafino di Sarov deve essere percepito anche da noi occidentali nella grande schiera dei testimoni, nell'assemblea festosa dei santi iscritti nei cieli, nella Gerusalemme celeste, alla quale per grazia siamo stati accostati. Alla fine del XVIII secolo, un monaco and a stabilirsi in un isba nel mezzo delle impenetrabili foreste che accerchiavano l'eremo di Sarov. Aveva circa quarant'anni, era di statura alta e imponente. Sebbene avesse passato lunghi anni nell'ascesi pi rigorosa, aveva conservato un volto fresco e gradevole. Gli occhi blu, dallo sguardo profondo, erano nascosti da fitte sopracciglia. Una lunga capigliatura bionda gli cadeva sulle spalle e una folta barba gli circondava la faccia. Tutto denotava in lui un grande vigore fisico e intellettuale. La sua isba si trovava nel cuore di un bosco di pini, ai piedi di una collina, sul bordo della Sarovka. Era costruita con tronchi messi insieme e contava un solo locale rischiarato da due piccole lucerne; l'unico mobile era una stufa. Ci volevano pi di due ore all'eremita per raggiungere il monastero, per uno stretto sentiero che aveva dovuto aprirsi attraverso le macchie di conifere. In inverno la tempesta e il grande silenzio bianco lo tagliavano dal mondo esterno. Con pazienza e assiduit l'eremita spese le sue energie per salire, tappa dopo tappa, le rudi vette dell'ascesi cristiana. Come un nuovo Simeone lo Stilita, per tre anni pass quasi tutto il suo tempo, pi di mille giorni e notti, in preghiera, inginocchiato su un grosso sasso preso dal ruscello. Con le braccia levate al cielo, mormorava incessantemente con le labbra e dal fondo dell'anima: Signore, abbi piet di me, peccatore! Questo eremita era lo ieromonaco Serafim, il cavaliere di Dio. Dialoga con gli angeli, la forza della Chiesa e la gioia dei credenti : con queste parole la Chiesa ortodossa celebra colui che resta la figura pi perfetta, la pi radiosa della santit russa.
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