Questo trenino a molla che si chiama il cuore : la Val di Chienti, le Marche, lungo i confini
معرفی کتاب «Questo trenino a molla che si chiama il cuore : la Val di Chienti, le Marche, lungo i confini» نوشتهٔ Loredana Lipperini، منتشرشده توسط نشر Gius. Laterza & Figli spa در سال 2014. این کتاب در فرمت pdf، زبان it ارائه شده است.
Trovare un’identità nei luoghi che appartengono al passato, proprio nel momento in cui quei luoghi la stanno perdendo per sempre.«La Valle è abituata al doppio. Doppia è l’erba che spunta nei prati della Valle e che le donne sapienti usavano per dare concordia o sconcordia a seconda di quale parte veniva usata, e se cresceva verso l’alba o verso il tramonto. Doppie sono le antiche divinità dei luoghi, doppio è il confine, perché l’Umbria annoda le sue curve con le Marche senza che il paesaggio cambi: semmai è la superstrada che sta rompendo quelle curve, tagliando in due le gole con i piloni e i viadotti.»Anche la scrittura è fatta di confini, e la vita stessa di chi narra e che in quei luoghi è tornata negli anni della maturità, per ragionare su cosa significhi essere due in una, e su cosa intendeva Pessoa quando sosteneva che non c’è nulla di più reale di un personaggio di finzione. Trovare unidentit nei luoghi che appartengono al passato, proprio nel momento in cui quei luoghi la stanno perdendo per sempre. La Valle abituata al doppio. Doppia lerba che spunta nei prati della Valle e che le donne sapienti usavano per dare concordia o sconcordia a seconda di quale parte veniva usata, e se cresceva verso lalba o verso il tramonto. Doppie sono le antiche divinit dei luoghi, doppio il confine, perch lUmbria annoda le sue curve con le Marche senza che il paesaggio cambi: semmai la superstrada che sta rompendo quelle curve, tagliando in due le gole con i piloni e i viadotti. Anche la scrittura fatta di confini, e la vita stessa di chi narra e che in quei luoghi tornata negli anni della maturit, per ragionare su cosa significhi essere due in una, e su cosa intendeva Pessoa quando sosteneva che non c nulla di pi reale di un personaggio di finzione. "La Valle è abituata al doppio. Doppia è l'erba che spunta nei prati della Valle e che le donne sapienti usavano per dare concordia o sconcordia a seconda di quale parte veniva usata, e se cresceva verso l'alba o verso il tramonto. Doppie sono le antiche divinità dei luoghi, doppio è il confine, perché l'Umbria annoda le sue curve con le Marche senza che il paesaggio cambi: semmai è la superstrada che sta rompendo quelle curve, tagliando in due gole con i piloni e i viadotti." Anche la scrittura è fatta di confini, e la vita stessa di chi narra e che in quei luoghi è tornata negli anni della maturità, per ragionare su cosa significhi essere due in una, e su cosa intendeva Pessoa quando sosteneva che non c'è nulla di più reale di un personaggio di finzione.
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