Profumi di argilla : Tombe con unguentari corinzi nella necropoli arcaica di Gela
معرفی کتاب «Profumi di argilla : Tombe con unguentari corinzi nella necropoli arcaica di Gela» نوشتهٔ Claudia Lambrugo، منتشرشده توسط نشر L'Erma di Bretschneider; L'Erma Di Bretschneider در سال 2013. این کتاب در فرمت pdf، زبان it ارائه شده است.
English summary: The current volume is the critical and updated edition of the ancient necropolis of Gela, including the areas known to archaeological literature as Borgo, Predio La Paglia, Predio Camarella, Villa Garibaldi, and Via Crispi, areas which had not been previously considered toghether. The work makes particular reference to goods containing Corinthian ointments (aryballoi, alabaster, amphoriskos, and exaleiptra). The volume discusses some aspects of funerary ideology adopted between the VII and VI century BC by the Geloan community, whose history, often significantly defined as uneventful, is thus enriched by multiple aspects, revealing thus anxieties, ambitions and expectations of a young colony. Italian description: Il volume Profumi di argilla. Tombe con unguentari corinzi nella necropoli arcaica di Gela e la riedizione critica e aggiornata della necropoli arcaica di Gela, comprendente le aree note alla letteratura archeologica come Borgo, Predio La Paglia, Predio Camarella, Villa Garibaldi, Via Crispi, mai finora trattate tutte insieme, con particolare riferimento ai corredi contenenti unguentari corinzi (aryballoi, alabastra, amphoriskoi e exaleiptra); sono infatti questi i piu significativi sotto il profilo numerico, i piu pregnanti sotto quello stilistico, cronologico e semantico. Al certosino lavoro attribuzionistico dei balsamari, totalmente inediti con pochissime eccezioni, e all' inquadramento dei restanti materiali di corredo, fanno seguito la discussione suggestiva, ma non priva di difficolta, del contenuto degli stessi in riferimento al ruolo svolto da Corinto nell'emporia dei profumi tra VII e VI sec. a.C., e alcune riflessioni sul significato culturale implicito nell' uso di aromi e olii profumati, e sulla valenza delle immagini dipinte sui balsamari, specie in relazione con il contesto funebre in esame. Tornando cosi alla necropoli arcaica ed evidenziandone potenzialita semantiche rimaste finora inespresse, si giunge a discutere alcuni aspetti dell' ideologia funeraria adottata tra VII e VI a.C. dalla comunita geloa, la cui storia, spesso significativamente definita povera di eventi, si arricchisce cosi di sfaccettature, rivelando ansie, ambizioni e aspettative di una giovane colonia. Il volume Profumi di argilla. Tombe con unguentari corinzi nella necropoli arcaica di Gela è la riedizione critica e aggiornata della necropoli arcaica di Gela, comprendente le aree note alla letteratura archeologica come Borgo, Predio La Paglia, Predio Camarella, Villa Garibaldi, Via Crispi, mai finora trattate tutte insieme, con particolare riferimento ai corredi contenenti unguentari corinzi (aryballoi, alabastra, amphoriskoi e exaleiptra); sono infatti questi i più significativi sotto il profilo numerico, i più pregnanti sotto quello stilistico, cronologico e semantico. Al certosino lavoro attribuzionistico dei balsamari, totalmente inediti con pochissime eccezioni, e all'inquadramento dei restanti materiali di corredo, fanno seguito la discussione suggestiva, ma non priva di difficoltà, del contenuto degli stessi in riferimento al ruolo svolto da Corinto nellemporia dei profumi tra VII e VI sec. a.C., e alcune riflessioni sul significato culturale implicito nell'uso di aromi e olii profumati, e sulla valenza delle immagini dipinte sui balsamari, specie in relazione con il contesto funebre in esame. Tornando così alla necropoli arcaica ed evidenziandone potenzialità semantiche rimaste finora inespresse, si giunge a discutere alcuni aspetti dell'ideologia funeraria adottata tra VII e VI a.C. dalla comunità geloa, la cui storia, spesso significativamente definita povera di eventi, si arricchisce così di sfaccettature, rivelando ansie, ambizioni e aspettative di una giovane colonia. Claudia Lambrugo ha conseguito il dottorato di ricerca presso l'Università degli Studi di Pavia nel 2005; tra 2005 e 2008 è stata professore a contratto di Archeologia e Storia dell'Arte Greca presso l'Università degli Studi di Milano, dove ha poi ottenuto un assegno di ricerca di durata quadriennale. Da anni collabora come consulente scientifico con il Museo Archeologico di Milano, per il quale ha progettato e curato il riallestimento delle sezioni espositive etrusca e greca. I suoi principali settori di ricerca sono la colonizzazione greca in Magna Grecia e Sicilia, con particolare riferimento alle dinamiche di definizione culturale e di relazione con le popolazioni indigene, attraverso la lettura dei contesti funebri e domestici; ha trattato anche di ceramiche greche (particolarmente corinzie e attiche), con riferimento a problemi di distribuzione, attribuzione e iconografia. Ha al proprio attivo una sessantina tra articoli in riviste scientifiche, contributi a volumi miscellanei, cataloghi di mostre e atti di convegno; insieme a Giorgio Bejor e Marina Castoldi, è autrice di un manuale di arte greca (Arte greca. Dal decimo al primo secolo a.C., Mondadori Università, Milano 2008), adottato con successo in numerosi atenei italiani.
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