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Miti e simboli dell’India (Italian Edition)

جلد کتاب Miti e simboli dell’India (Italian Edition)

معرفی کتاب «Miti e simboli dell’India (Italian Edition)» نوشتهٔ Heinrich Zimmer, Joseph Campbell (editor)، منتشرشده توسط نشر Adelphi Edizioni spa در سال 2018. این کتاب در فرمت epub، زبان it ارائه شده است.

Per frenare l'esaltazione e la superbia di un dio (Indra), un altro dio (Visnu), sotto le spoglie di un bambino, gli mostra una fila di formiche in marcia: sono altrettanti Indra, che in altri coni hanno compiuto le stesse imprese, si sono esaltati e poi sono tornati a essere formiche.Con questa visione altamente ironica e vertiginosa, quale ci appare in un angolo di una narrazione purànica, Heinrich Zimmer ci fa subito intendere in quale selva sterminata, e incomparabile a ogni altra, si addentri chi vuole conoscere i miti e i simboli dell'India. Tutto, in India, si moltiplica - e molte più volte di quanto non accada altrove. Ma non è questo il vero punto.L'immensità indicata dalla moltiplicazione serve innanzitutto a mostrare la pochezza di ogni accumulo rispetto a un'altra dimensione, dove agisce una potenza opposta: il distacco.E, fra l'uno e l'altro di questi mondi, sospesa come un miraggio o una tessitura che in ogni nodo stringe una figura e una storia, mentre si espande e si disfa ad ogni attimo, è màyà, la magia primordiale, il potere metamorfico e femminile di un Assoluto che si cela e si eclissa sotto l'infinita moltitudine delle forme, ma allo stesso tempo non appare e non si svela che attraverso di esse. Indra, re degli dèi, ma anche Buddha, Visnu, Siva, i sapienti Nàrada e Màrkandeya, assetati di conoscenza, o i titanici e mostruosi demoni che di tanto in tanto minacciano l'ordine cosmico, si confrontano qui con la sfuggente e insormontabile potenza dell'apparire, che nel fingersi Altro ha l'inviolabilità dell'ombra e del miraggio. Per frenare l'esaltazione e la superbia di un dio (Indra), un altro dio (Visnù), sotto le spoglie di un bambino, gli mostra una fila di formiche in marcia: sono altrettanti Indra, che in altri eoni hanno compiuto le stesse imprese, si sono esaltati e poi sono tornati a essere formiche. Con questa visione altamente ironica e vertiginosa, quale ci appare in un angolo di una narrazione puranica, Heinrich Zimmer ci fa subito intendere in quale selva sterminata, e incomparabile a ogni altra, si addentri chi vuole conoscere i miti e i simboli dell'India. Tutto, in India, si moltiplica – e molte più volte di quanto non accada altrove. Ma non è questo il vero punto. L'immensità indicata dalla moltiplicazione serve innanzitutto a mostrare la pochezza di ogni accumulo rispetto a un'altra dimensione, dove agisce una potenza opposta: il distacco. E, fra l'uno e l'altro di questi mondi, sospesa come un miraggio o una tessitura che in ogni nodo stringe una figura e una storia, mentre si espande e si disfa ad ogni attimo, è māyā, la magia primordiale, il potere metamorfico e femminile di un Assoluto che si cela e si eclissa sotto l'infinita moltitudine delle forme, ma allo stesso tempo non appare e non si svela che attraverso di esse. Indra, re degli dèi, ma anche Buddha, Visnu, Siva, i sapienti Nārada e Markandeya, assetati di conoscenza, o i titanici e mostruosi demoni che di tanto in tanto minacciano l'ordine cosmico, si confrontano qui con la sfuggente e insormontabile potenza dell'apparire, che nel fingersi Altro ha l'inviolabilità dell'ombra e del miraggio. «Primeggiò fra le due guerre un meraviglioso presentatore di miti indù in un tedesco semplice e sottile, Heinrich Zimmer... Zimmer ripropone qui i miti indù per l'ultima volta e ci incanta in modo supremo. Il motivo di tante seduzioni è la sua comprensione dei vari piani di lettura possibili, la coscienza che il mito risponde a qualsiasi momento della storia e infine la certezza che è sempre implicita nel linguaggio del mito una verità metafisica. E causa la presenza di queste premesse che l'esposizione diventa una melodia calma, convincente, giocosa». (Elémire Zolla)
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