La torre
معرفی کتاب «La torre» نوشتهٔ Hugo von Hofmannsthal, Massimo Cacciari (editor)، منتشرشده توسط نشر Adelphi Edizioni spa در سال 2017. این کتاب در فرمت epub، زبان it ارائه شده است.
Due opere necessariamente incompiute accompagnano la vita di Hofmannsthal e sembrano esserne il cuore: da una parte il romanzo'Andrea', dall'altra'La Torre', il dramma che riprende la vicenda della'Vita è sogno'di Calderón. Il magico viaggio veneziano fra le maschere – e l'implacabile, statico cerimoniale spagnolo: sono le due facce di quella ‘Romània', di quello specchio latino utopico dell'Impero absburgico, che è un fantasma perennemente attivo in Hofmannsthal e quasi il «luogo del suo linguaggio», come osserva Massimo Cacciari nel lungo saggio che accompagna questa edizione: un saggio che, a partire da questo fantasma, riesce a illuminare nelle sue articolazioni più segrete e delicate tutta l'opera di Hofmannsthal. Dal 1901 fino alla morte, nel 1929, Hofmannsthal lavorò a più riprese intorno alla'Torre'(di cui qui pubblichiamo l'ultima versione, del 1927, con l'aggiunta in appendice degli ultimi due atti della versione del 1925) – e la storia di come quest'opera gli si trasformò fra le mani equivale a una confessione. Il significato della vicenda di Sigismund – il principe prigioniero nella Torre, come una bestia selvaggia, perché gli astri hanno indicato in lui chi rovescerà l'Ordine – viene avvicinato sempre di più, e sempre più disperatamente con gli anni, alla situazione che Hofmannsthal viveva: quella di una crisi estrema di tutta la civiltà europea.'La Torre'è il vero (e in certo senso l'unico) «dramma del potere» dell'età moderna: in esso una visione lucidissima, disincantata del Politico si delinea su uno sfondo di macerie, quelle stesse che, per Walter Benjamin, formavano la scena naturale del «Trauerspiel» barocco tedesco: le macerie di un Ordine che ha perduto ogni possibile legittimità, e che perciò – non potendo più raggiungere la pace vera della «harmonia mundi» – si riduce a uno strumento scordato, luogo di tutti i conflitti e di tutte le separazioni. La Dittatura, allora, sarà il tentativo di celare con l'imposizione questa mancanza di fondamento del potere. E la grande arte di Hofmannsthal si rivela nell'offrirci questo conflitto insanabile «in figure», secondo il senso benjaminiano dell'allegoria – e perciò scavalcando le viete soluzioni del dramma di idee. Queste pagine, per la loro densità e per l'audacia della concezione formale, si distaccano radicalmente da tutto il teatro esplicitamente ‘politico'del Novecento: come adeguato contrappeso, reggono soltanto'Gli ultimi giorni dell'umanità'di Karl Kraus, il grande antagonista di Hofmannsthal. Entrambi questi testi diversissimi sono una messa in atto dell'«impossibile» tragico moderno, presentato appunto nella sua impossibilità. Due opere necessariamente incompiute accompagnano la vita di Hofmannsthal e sembrano esserne il cuore: da una parte il romanzo Andrea , dallaltra La Torre , il dramma che riprende la vicenda della Vita sogno di Caldern. Il magico viaggio veneziano fra le maschere e limplacabile, statico cerimoniale spagnolo: sono le due facce di quella Romnia, di quello specchio latino utopico dellImpero absburgico, che un fantasma perennemente attivo in Hofmannsthal e quasi il luogo del suo linguaggio, come osserva Massimo Cacciari nel lungo saggio che accompagna questa edizione: un saggio che, a partire da questo fantasma, riesce a illuminare nelle sue articolazioni pi segrete e delicate tutta lopera di Hofmannsthal. Dal 1901 fino alla morte, nel 1929, Hofmannsthal lavor a pi riprese intorno alla Torre (di cui qui pubblichiamo lultima versione, del 1927, con laggiunta in appendice degli ultimi due atti della versione del 1925) e la storia di come questopera gli si trasform fra le mani equivale a una confessione. Il significato della vicenda di Sigismund il principe prigioniero nella Torre, come una bestia selvaggia, perch gli astri hanno indicato in lui chi rovescer lOrdine viene avvicinato sempre di pi, e sempre pi disperatamente con gli anni, alla situazione che Hofmannsthal viveva: quella di una crisi estrema di tutta la civilt europea. La Torre il vero (e in certo senso lunico) dramma del potere dellet moderna: in esso una visione lucidissima, disincantata del Politico si delinea su uno sfondo di macerie, quelle stesse che, per Walter Benjamin, formavano la scena naturale del Trauerspiel barocco tedesco: le macerie di un Ordine che ha perduto ogni possibile legittimit, e che perci non potendo pi raggiungere la pace vera della harmonia mundi si riduce a uno strumento scordato, luogo di tutti i conflitti e di tutte le separazioni. La Dittatura, allora, sar il tentativo di celare con limposizione questa mancanza di fondamento del potere. E la grande arte di Hofmannsthal si rivela nelloffrirci questo conflitto insanabile in figure, secondo il senso benjaminiano dellallegoria e perci scavalcando le viete soluzioni del dramma di idee. Queste pagine, per la loro densit e per laudacia della concezione formale, si distaccano radicalmente da tutto il teatro esplicitamente politico del Novecento: come adeguato contrappeso, reggono soltanto Gli ultimi giorni dellumanit di Karl Kraus, il grande antagonista di Hofmannsthal. Entrambi questi testi diversissimi sono una messa in atto dellimpossibile tragico moderno, presentato appunto nella sua impossibilit.
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