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La letteratura come menzogna

معرفی کتاب «La letteratura come menzogna» نوشتهٔ Giorgio Manganelli، منتشرشده توسط نشر Adelphi Edizioni spa در سال 2004. این کتاب در فرمت epub، زبان it ارائه شده است.

All'apparire di questo saggio, nel 1967, la scena letteraria italiana si presentava piuttosto agitata. Lo spazio era diviso fra i difensori di un establishment che vantava come glorie opere spesso mediocri e i propugnatori della neoavanguardia. Manganelli fu assegnato (e si assegnò egli stesso) a quest'ultimo campo. La sua letteratura rivendicava un'ascendenza più remota e insolente: quella della letteratura assoluta. Una concezione per cui la ricerca del "vero" risultava interessante, in quanto materiale per nutrire una finzione onniavvolgente quale è, nella sua ultima essenza, la letteratura. Questo saggio portava allo scoperto la natura menzognera della letteratura, analizzando autori come Carroll e Stevenson, Nabokov e Dickens, Dumas e Rolfe. Quando apparve'La letteratura come menzogna'(1967), la scena letteraria italiana si presentava piuttosto agitata. Lo spazio era diviso fra i difensori di un establishment che vantava come glorie opere spesso mediocri e i propugnatori della «neo-avanguardia», i quali non si erano accorti che la parola «avanguardia» era stata appena colpita da una benefica senescenza. Per ragioni di topografia e strategia letteraria, Manganelli fu assegnato (e si assegnò egli stesso) a quest'ultimo campo. Nondimeno, sin dall'apparizione dei suoi primi scritti, si capì che la letteratura di Manganelli non apparteneva a quella battaglia dei pupi, ma rivendicava un'ascendenza più remota e insolente: quella della letteratura assoluta. Che cosa si dovrà intendere con questa espressione? Tante cose diverse quanti sono gli autori che, esplicitamente o no, la praticano. Ma un presupposto è per tutti comune: si è dato, a un certo punto della nostra storia, un singolare fenomeno per cui tutto ciò che era rigorosa ricerca e acquisizione di un vero – teologico, metafisico, scientifico – apparve innanzitutto interessante in quanto materiale per nutrire un falso, una finzione perfetta e onniavvolgente quale è, nella sua ultima essenza, la letteratura. A questo dio oscuro e severo andava offerto tutto ciò che sino allora aveva presunto di essere giustificato in se stesso. Di questa ambiziosa eresia si può supporre fossero cultori, in secoli lontani, Callimaco o Góngora o fors'anche Ovidio. Ma rimane il fatto che nessuno osò formularla sino a tempi recenti, quando i romantici tedeschi cominciarono a disarticolare con mano delicata ogni presupposto dell'estetica. Come il surrealismo non può dirsi assente anche da letterature lontane, e tuttavia occorreva che un giorno André Breton scrivesse il'Manifesto del surrealismo'perché la parola si divulgasse; così è accaduto che l'essenza menzognera della letteratura sia serpeggiata per anni in tante opere, sinché Manganelli decise, con gesto brusco e quasi burocratico, di presentarla allo stato civile. È dunque molto grave la responsabilità che si prese, dando quel titolo a una raccolta di saggi dove si parla di Carroll e di Stevenson, di Firbank e di Nabokov, di Dickens e di Peacock, di Dumas e di Rolfe. Ma era un gesto doveroso: lo avvertiamo tanto più oggi, a distanza di quasi vent'anni, constatando che certe argomentazioni non hanno più bisogno di essere confutate. Già le aveva infilzate il cavalier Manganelli con la sua lancia. È accaduto perciò a questo libro, in breve tempo, qualcosa di simile a quello che avviene a tanti bei libri in tempi più lunghi. Nascere come scandalo e sorpresa, e vivere poi tranquillamente con la forza silenziosa dell'evidenza. Quando apparve La letteratura come menzogna (1967), la scena letteraria italiana si presentava piuttosto agitata. Lo spazio era diviso fra i difensori di un establishment che vantava come glorie opere spesso mediocri e i propugnatori della neo-avanguardia, i quali non si erano accorti che la parola avanguardia era stata appena colpita da una benefica senescenza. Per ragioni di topografia e strategia letteraria, Manganelli fu assegnato (e si assegn egli stesso) a questultimo campo. Nondimeno, sin dallapparizione dei suoi primi scritti, si cap che la letteratura di Manganelli non apparteneva a quella battaglia dei pupi, ma rivendicava unascendenza pi remota e insolente: quella della letteratura assoluta . Che cosa si dovr intendere con questa espressione? Tante cose diverse quanti sono gli autori che, esplicitamente o no, la praticano. Ma un presupposto per tutti comune: si dato, a un certo punto della nostra storia, un singolare fenomeno per cui tutto ci che era rigorosa ricerca e acquisizione di un vero teologico, metafisico, scientifico apparve innanzitutto interessante in quanto materiale per nutrire un falso , una finzione perfetta e onniavvolgente quale , nella sua ultima essenza, la letteratura. A questo dio oscuro e severo andava offerto tutto ci che sino allora aveva presunto di essere giustificato in se stesso. Di questa ambiziosa eresia si pu supporre fossero cultori, in secoli lontani, Callimaco o Gngora o forsanche Ovidio. Ma rimane il fatto che nessuno os formularla sino a tempi recenti, quando i romantici tedeschi cominciarono a disarticolare con mano delicata ogni presupposto dellestetica. Come il surrealismo non pu dirsi assente anche da letterature lontane, e tuttavia occorreva che un giorno Andr Breton scrivesse il Manifesto del surrealismo perch la parola si divulgasse; cos accaduto che lessenza menzognera della letteratura sia serpeggiata per anni in tante opere, sinch Manganelli decise, con gesto brusco e quasi burocratico, di presentarla allo stato civile. dunque molto grave la responsabilit che si prese, dando quel titolo a una raccolta di saggi dove si parla di Carroll e di Stevenson, di Firbank e di Nabokov, di Dickens e di Peacock, di Dumas e di Rolfe. Ma era un gesto doveroso: lo avvertiamo tanto pi oggi, a distanza di quasi ventanni, constatando che certe argomentazioni non hanno pi bisogno di essere confutate. Gi le aveva infilzate il cavalier Manganelli con la sua lancia. accaduto perci a questo libro, in breve tempo, qualcosa di simile a quello che avviene a tanti bei libri in tempi pi lunghi. Nascere come scandalo e sorpresa, e vivere poi tranquillamente con la forza silenziosa dellevidenza.
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