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La disprassia in eta evolutiva: criteri di valutazione ed intervento (Metodologie Riabilitative in Logopedia)

معرفی کتاب «La disprassia in eta evolutiva: criteri di valutazione ed intervento (Metodologie Riabilitative in Logopedia)» نوشتهٔ Letizia Sabbadini; B. Fionda; E. Iurato; S. Lorenna; L. Michelazzo; M. Rondinelli، منتشرشده توسط نشر Springer Milan : Imprint: Springer در سال 2005. این کتاب در فرمت pdf، زبان it ارائه شده است.

Come risulta evidente dalla pratica clinica e riabilitativa, il bambino disprattico non sa prevedere ed organizzare un progetto d'azione; non sa controllare cio' che sta facendo nel corso dell'azione; quindi non sa fare, ma potremmo anche ammettere che non sa ancora fare, non ha cio? ancora imparato a realizzare funzioni. Funzioni e azioni possono pero' essere rispettivamente apprese e svolte con l'aiuto di esercizi mirati e svolti in modo continuativo. E' comunque indispensabile ricordare le difficolt? del bambino disprattico, se sottoposto a compiti nuovi, inusuali. L'Autrice propone un modello di valutazione e di intervento che tenga conto di ipotesi eziologiche e neuropsicologiche, sottolineando la necessit? di procedere con un'analisi su diversi livelli: percettivo, motorio e rappresentativo. Particolare importanza viene data alla diagnosi e all'intervento precoce per poter provvedere alla definizione e messa in atto di adeguati progetti terapeutici. L'opera si conclude con l'analisi e la descrizione di casi clinici riferiti ad alcune peculiari forme di disprassia: la disprassia verbale e la disgrafia. Infine, vengono illustrati esercizi mirati rispetto ai vari ambiti dello sviluppo, ideati e sperimentati dai logopedisti che hanno contribuito, insieme all'Autrice, alla stesura del presente volume. Indice......Page 9 Introduzione......Page 11 Definizione ed evoluzione del concetto di disprassia......Page 12 Basi anatomo-funzionali del movimento volontario......Page 18 Eziologia......Page 20 Descrizione delle diverse caratteristiche della sindrome disprattica......Page 22 Capitolo 2: La disprassia e il ciclo percezione-azione-cognizione......Page 23 Sviluppo della percezione......Page 26 Rappresentazione......Page 27 Esperienza e cognizione......Page 28 Concetto di intenzionalità e metacognizione......Page 29 Strutture processanti e processi di controllo......Page 32 Funzioni semplici e funzioni superiori......Page 34 Considerazioni conclusive......Page 37 Criteri metodologici di riferimento......Page 40 Predittività......Page 43 Criteri metodologici di riferimento......Page 50 Motivazione ad apprendere......Page 53 Trattamento relativo alle funzioni di base......Page 54 Trattamento in funzione dell'acquisizione e del potenziamento delle funzioni processanti......Page 55 Trattamento relativo alle funzioni cognitivo-adattive......Page 56 Capitolo 5: Disturbi specifici di apprendimento su base disprattica: la disgrafia......Page 58 Interpretazioni della disgrafia in letteratura......Page 59 Correlazioni significative nella disgrafia......Page 67 Casi clinici......Page 76 Rassegna bibliografica......Page 100 Caso clinico......Page 105 Gesti e linguaggio......Page 117 Gesti rappresentativi e non rappresentativi......Page 119 Correlazioni neuronali......Page 123 Conclusioni......Page 124 Caso clinico......Page 125 Capitolo 8: Importanza del gioco in terapia......Page 133 Attività esplorativa e uso funzionale dell'oggetto......Page 135 Passaggio dal gioco con l'oggetto al gioco simbolico......Page 136 Gioco e gioco simbolico nei DSL......Page 139 Il gioco nella disprassia......Page 140 Capitolo 9: Giochi e attività mirate......Page 142 Bibliografia......Page 169 Come risulta evidente dalla pratica clinica e riabilitativa, il bambino disprattico non sa prevedere ed organizzare un progetto d'azione; non sa controllare cio' che sta facendo nel corso dell'azione; quindi non sa fare, ma potremmo anche ammettere che non sa ancora fare, non ha cioè ancora imparato a realizzare funzioni. Funzioni e azioni possono pero' essere rispettivamente apprese e svolte con l'aiuto di esercizi mirati e svolti in modo continuativo. E' comunque indispensabile ricordare le difficoltà del bambino disprattico, se sottoposto a compiti nuovi, inusuali. L'Autrice propone un modello di valutazione e di intervento che tenga conto di ipotesi eziologiche e neuropsicologiche, sottolineando la necessità di procedere con un'analisi su diversi livelli: percettivo, motorio e rappresentativo. Particolare importanza viene data alla diagnosi e all'intervento precoce per poter provvedere alla definizione e messa in atto di adeguati progetti terapeutici. L'opera si conclude con l'analisi e la descrizione di casi clinici riferiti ad alcune peculiari forme di disprassia: la disprassia verbale e la disgrafia. Infine, vengono illustrati esercizi mirati rispetto ai vari ambiti dello sviluppo, ideati e sperimentati dai logopedisti che hanno contribuito, insieme all'Autrice, alla stesura del presente volume. Come risulta evidente dalla pratica clinica e riabilitativa, il bambino disprattico non sa prevedere ed organizzare un progetto d'azione; non sa controllare cio' che sta facendo nel corso dell'azione; quindi non sa fare, ma potremmo anche ammettere che non sa ancora fare, non ha cioC(ancora imparato a realizzare funzioni. Funzioni e azioni possono pero' essere rispettivamente apprese e svolte con l'aiuto di esercizi mirati e svolti in modo continuativo. E' comunque indispensabile ricordare le difficoltC del bambino disprattico, se sottoposto a compiti nuovi, inusuali. L'Autrice propone un mod
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