La comunità possibile : Una nuova rotta per il futuro dell’Europa
معرفی کتاب «La comunità possibile : Una nuova rotta per il futuro dell’Europa» نوشتهٔ Laura Boldrini [Boldrini, Laura]، منتشرشده توسط نشر Marsilio Editori spa در سال 2017. این کتاب در فرمت epub، زبان it ارائه شده است.
L'Ue sta attraversando oggi la fase forse più critica della sua storia. C'è un distacco crescente fra i cittadini e le istituzioni europee; la sfiducia e il disagio sociale forniscono alimento a movimenti populisti, nazionalisti e xenofobi. Gli stati membri hanno fatto prevalere interessi nazionali e particolarismi, indebolendo le istituzioni comunitarie che stentano a dare risposte concrete ai problemi delle persone. Europeista sincera, ferma sostenitrice del processo federale, Laura Boldrini è convinta che a tutto ciò non si risponda frenando, bensì procedendo ancora più spediti verso la costruzione europea. Bisogna fare di tutto per cambiare l'Europa, e non scagliarsi contro di essa; superare le politiche di austerità; smetterla di erigere muri per respingere chi fugge da guerre e persecuzioni. Per Boldrini, è più che mai essenziale un'Unione democratica, non tecnocratica, partecipata, trasparente, attenta alla solidarietà e alla giustizia sociale. Ma che non si realizzerà se si continuerà ad agire senza una visione lungimirante del futuro. L'Europa è adesso in mezzo al guado: non funziona anche perché il progetto federalista è stato realizzato solo parzialmente ed è dunque monco. Per renderlo funzionante, occorre andare fino in fondo. Attraverso le pagine di questo libro, scritto in occasione dei sessant'anni dei Trattati di Roma, Laura Boldrini racconta i luoghi-simbolo della crisi e traccia la propria idea di percorso verso un coraggioso processo di integrazione politica europea, che impedisca il malaugurato ritorno alle «piccole patrie». E delinea le tappe – quelle già compiute e quelle ancora da compiersi – per il rilancio del progetto federalista dei «visionari» di Ventotene. Per spiegare che l'Europa è, appunto, un valore aggiunto e rinunciarvi non si può. E non si deve. LUe sta attraversando oggi la fase forse pi critica della sua storia. C un distacco crescente fra i cittadini e le istituzioni europee; la sfiducia e il disagio sociale forniscono alimento a movimenti populisti, nazionalisti e xenofobi. Gli stati membri hanno fatto prevalere interessi nazionali e particolarismi, indebolendo le istituzioni comunitarie che stentano a dare risposte concrete ai problemi delle persone. Europeista sincera, ferma sostenitrice del processo federale, Laura Boldrini convinta che a tutto ci non si risponda frenando, bens procedendo ancora pi spediti verso la costruzione europea. Bisogna fare di tutto per cambiare lEuropa, e non scagliarsi contro di essa; superare le politiche di austerit; smetterla di erigere muri per respingere chi fugge da guerre e persecuzioni. Per Boldrini pi che mai essenziale unUnione democratica, non tecnocratica, partecipata, trasparente, attenta alla solidariet e alla giustizia sociale. Ma che non si realizzer se si continuer ad agire senza una visione lungimirante del futuro. LEuropa adesso in mezzo al guado: non funziona anche perch il progetto federalista stato realizzato solo parzialmente ed dunque monco. Per renderlo funzionante, occorre andare fino in fondo. Attraverso le pagine di questo libro, scritto in occasione dei sessantanni dei Trattati di Roma, Laura Boldrini racconta i luoghi-simbolo della crisi e traccia la propria idea di percorso verso un coraggioso processo di integrazione politica europea, che impedisca il malaugurato ritorno alle piccole patrie. E delinea le tappe quelle gi compiute e quelle ancora da compiersi per il rilancio del progetto federalista dei visionari di Ventotene. Per spiegare che lEuropa , appunto, un valore aggiunto e rinunciarvi non si pu. E non si deve. --- Autore Laura Boldrini ha cominciato nel 1989 la carriera nelle agenzie dellOnu. Ha lavorato alla Fao, al Programma alimentare mondiale (Pam/Wfp) ed stata portavoce dellAlto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). Ha svolto molte missioni in luoghi di crisi, fra cui ex Iugoslavia, Afghanistan, Pakistan, Iraq, Mozambico, Angola e Ruanda. Nel 2013 entra alla Camera dei deputati, di cui viene eletta presidente il 16 marzo dello stesso anno. Ha caratterizzato il proprio mandato con azioni innovative su vari fronti: questioni sociali e di genere, disuguaglianze e periferie, risparmi e trasparenza. Ha inoltre istituito, per la prima volta in sede parlamentare, una commissione su internet e digitale, cos come una commissione per il contrasto dei fenomeni di odio intitolata alla deputata britannica Jo Cox. Ha pubblicato i libri Tutti indietro (2010, 2013), Solo le montagne non si incontrano mai (2013, 2014) e Lo sguardo lontano (2015). Il congiuntivo morto, il punto e virgola morto e anche l'italiano - vorrebbero farci credere - non si sente tanto bene. Continuano a ripeterci che la nostra lingua si sta corrompendo, contaminata dall'inglese e minacciata da Internet e dai messaggini. Ma siamo sicuri che le cose stiano davvero cos? Siamo sicuri che l'italiano virtuale sia quello di Facebook e Twitter e non quello scolastico-burocratico che ci spinge a dire "recarsi", "presso", "effettuare"; "dimenticare" e non "scordare", "prendere" e non "pigliare", "egli" e non "lui"; mai e poi mai "ma per"? Con grande ironia e intelligenza, Giuseppe Antonelli decide di sfidare i luoghi comuni del conservatorismo e del perbenismo linguistico. Affrontandoli uno dopo l'altro, fa a pezzi gli ingiustificati pregiudizi che troppo spesso si tramandano riguardo alla nostra lingua. E lo fa con argomentazioni brillanti e irresistibilmente divertenti, puntando sui giochi di parole ("Quando c'era egli", "Una gita sul p", "Non ci sono pi le mezze interpunzioni") e su un ricco campionario di esempi e di aneddoti che coinvolgono i nomi pi grandi della letteratura italiana: da Leopardi a Manzoni, da Gadda a Manganelli. E non si limita a polemizzare con la paura dei neologismi o a dimostrare che si possono usare anche formule come "a me mi", ma addirittura si spinge fino alla (parziale) riabilitazione delle parolacce e delle vituperatissime abbreviazioni che si usano negli sms e nelle chat. Perch la lingua un organismo vivo e, con l'intenzione di proteggerla da ogni innovazione, si finirebbe per metterla in gabbia e farla morire triste e deperita come certe bestie feroci e meravigliose costrette alla cattivit. Se si ama la propria lingua, ci dice Antonelli, non c' peggior delitto di volerla seppellire viva. Di imbalsamarla con norme e precetti considerati astrattamente eterni. Di ibernarla in nome di una mai esistita ra glaciale della perfezione.
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