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نام خدا و نظریه کبالایی زبان

Il nome di Dio e la teoria cabbalistica del linguaggio

معرفی کتاب «نام خدا و نظریه کبالایی زبان» (با عنوان لاتین Il nome di Dio e la teoria cabbalistica del linguaggio) نوشتهٔ Gershom Scholem; Adriano Fabris، منتشرشده توسط نشر Adelphi Edizioni spa در سال 1998. این کتاب در فرمت epub، زبان it ارائه شده است.

Il nome di Dio e la teoria cabbalistica del linguaggio. pag 102 Ottimo (Fine) . Per tutte le concezioni mistiche del linguaggio, dalle metafisiche orientali a Jacob Böhme fino al giovane Benjamin, l'essenza del linguaggio coincide con l'essenza stessa del mondo. Ma il primato della parola come luogo sacro prende un rilievo speciale nella tradizione ebraica: e la meditazione sul Nome, anzi sui Nomi di Dio, sul loro fondo impronunciabile e le loro infinite possibilità combinatorie, assume qui i caratteri di una passione assoluta, di cui si è alimentato per secoli il pensiero della Qabbalah. Illuminando via via magistralmente alcuni dei suoi snodi e delle sue figure maggiori - dalle pagine oscure e pregnanti del Sefer Yesirah a Isacco il Cieco, a Giqatilla e ad Abulafia -, Gershom Scholem mostra come la mistica ebraica sia tornata instancabilmente sul tema del Nome e del suo rapporto con la rivelazione. Per la Qabbalah, l'essenza divina si manifesta attraverso dieci emanazioni, congiunte nell'albero delle sefirot. E le ventidue lettere dell'alfabeto sono uno sviluppo delle stesse sefirot. Perciò il lavoro sul linguaggio diventa il compito principale del mistico e del teosofo. L'albero dei nomi fa tutt'uno con l'albero delle cose, dove i nomi e le cose sono simili a < > divampate da una sola radice. All'origine di ogni forma linguistica vi è però, appunto, il Nome di Dio, le cui infinite varianti formano l'oggetto, secondo Abulafia, della vera scienza profetica: una vertiginosa ars combinatoria capace di ricondurre le lingue profane all'unica lingua santa originaria Per tutte le concezioni mistiche del linguaggio, dalle metafisiche orientali a Jacob Bhme fino al giovane Benjamin, lessenza del linguaggio coincide con lessenza stessa del mondo. Ma il primato della parola come luogo sacro prende un rilievo speciale nella tradizione ebraica: e la meditazione sul Nome, anzi sui Nomi di Dio, sul loro fondo impronunciabile e le loro infinite possibilit combinatorie, assume qui i caratteri di una passione assoluta, di cui si alimentato per secoli il pensiero della Qabbalah. Illuminando via via magistralmente alcuni dei suoi snodi e delle sue figure maggiori dalle pagine oscure e pregnanti del Sefer Yesirah a Isacco il Cieco, a Giqatilla e ad Abulafia , Gershom Scholem mostra come la mistica ebraica sia tornata instancabilmente sul tema del Nome e del suo rapporto con la rivelazione. Per la Qabbalah, lessenza divina si manifesta attraverso dieci emanazioni, congiunte nellalbero delle sefirot. E le ventidue lettere dellalfabeto sono uno sviluppo delle stesse sefirot. Perci il lavoro sul linguaggio diventa il compito principale del mistico e del teosofo. Lalbero dei nomi fa tuttuno con lalbero delle cose, dove i nomi e le cose sono simili a fiamme tremolanti divampate da una sola radice. Allorigine di ogni forma linguistica vi per, appunto, il Nome di Dio, le cui infinite varianti formano loggetto, secondo Abulafia, della vera scienza profetica: una vertiginosa ars combinatoria capace di ricondurre le lingue profane allunica lingua santa originaria.
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