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موزهٔ تسلیم بی‌قید و شرط

Il museo della resa incondizionata

جلد کتاب موزهٔ تسلیم بی‌قید و شرط

معرفی کتاب «موزهٔ تسلیم بی‌قید و شرط» (با عنوان لاتین Il museo della resa incondizionata) نوشتهٔ Dubravka Ugrešić و Dubravka Ugrešic ́، منتشرشده توسط نشر © 2023 La nave di Teseo editore در سال 2023. این کتاب در فرمت epub، زبان it ارائه شده است.

Durante la guerra dei Balcani molti iugoslavi in fuga dalle violenze e dai nazionalismi raggiunsero, esuli, Berlino. Queste donne e questi uomini cercarono di preservare quello che restava della loro cultura e della loro identità, entrambe messe a repentaglio dalla dissoluzione della Iugoslavia e, al contempo, si trovarono a dubitare delle certezze con cui erano cresciuti dovendo fronteggiare un futuro nuovo e imprevisto. Per chi, come l’autrice, era stato costretto alla fuga e alla precarietà dell’esilio il bene più importante divennero i ricordi. Ed è per questo che, partendo da una serie di fotografie tenute in una borsa di pelle in fondo a un armadio, Dubravka Ugrešic ricostruisce la vita della madre. Mentre, parallelamente, racconta anche la sua storia, il suo presente e il suo passato, intrecciandola ad aneddoti di vita quotidiana, a suggestioni letterarie e a riflessioni sulla vita e la scrittura creando così un collage fatto di frammenti nitidi come fotografie che, insieme, danno vita a un quadro più grande. Un affresco storico del nostro continente tra gli orrori e le speranze del secolo passato e, al contempo, una riflessione sull’esilio e sulla scrittura come unica patria possibile. “Attraversando i nazionalismi che portarono alla guerra e attuarono la ‘pulizia etnica’, alcuni scrittori dell’ex Iugoslavia abbandonarono il loro paese. Tra questi venne a trovarsi – ‘tra asilo ed esilio’ – Dubravka Ugrešic. Non ha chiesto asilo politico a nessuno e considera da sempre l’esilio come una condizione naturale per chi scrive... Dopo il crollo del muro di Berlino, l’Europa orientale ha visto poche opere letterarie come quelle di Dubravka Ugrešic. Pochi hanno avuto il coraggio di porre lo specchio davanti agli occhi della propria comunità o nazione.” (Dalla prefazione di Pedrag Matvejevic) Durante la guerra dei Balcani molti iugoslavi in fuga dalle violenze e dai nazionalismi raggiunsero, esuli, Berlino. Queste donne e questi uomini cercarono di preservare quello che restava della loro cultura e della loro identità, entrambe messe a repentaglio dalla dissoluzione della Iugoslavia e, al contempo, si trovarono a dubitare delle certezze con cui erano cresciuti dovendo fronteggiare un futuro nuovo e imprevisto. Per chi, come l'autrice, era stato costretto alla fuga e alla precarietà dell'esilio il bene più importante divennero i ricordi. Ed è per questo che, partendo da una serie di fotografie tenute in una borsa di pelle in fondo a un armadio, Dubravka Ugrešic ́ ricostruisce la vita della madre. Mentre, parallelamente, racconta anche la sua storia, il suo presente e il suo passato, intrecciandola ad aneddoti di vita quotidiana, a suggestioni letterarie e a riflessioni sulla vita e la scrittura creando così un collage fatto di frammenti nitidi come fotografie che, insieme, danno vita a un quadro più grande. Un affresco storico del nostro continente tra gli orrori e le speranze del secolo passato e, al contempo, una riflessione sull'esilio e sulla scrittura come unica patria possibile. "Attraversando i nazionalismi che portarono alla guerra e attuarono la 'pulizia etnica', alcuni scrittori dell'ex Iugoslavia abbandonarono il loro paese. Tra questi venne a trovarsi – 'tra asilo ed esilio' – Dubravka Ugrešic ́. Non ha chiesto asilo politico a nessuno e considera da sempre l'esilio come una condizione naturale per chi scrive... Dopo il crollo del muro di Berlino, l'Europa orientale ha visto poche opere letterarie come quelle di Dubravka Ugrešic ́. Pochi hanno avuto il coraggio di porre lo specchio davanti agli occhi della propria comunità o nazione." Dalla prefazione di Pedrag Matvejevic ́ Durante la guerra dei Balcani molti iugoslavi in fuga dalle violenze e dai nazionalismi raggiunsero, esuli, Berlino. Queste donne e questi uomini cercarono di preservare quello che restava della loro cultura e della loro identità, entrambe messe a repentaglio dalla dissoluzione della Iugoslavia e, al contempo, si trovarono a dubitare delle certezze con cui erano cresciuti dovendo fronteggiare un futuro nuovo e imprevisto.Per chi, come l’autrice, era stato costretto alla fuga e alla precarietà dell’esilio il bene più importante divennero i ricordi. Ed è per questo che, partendo da una serie di fotografie tenute in una borsa di pelle in fondo a un armadio, Dubravka Ugrešić ricostruisce la vita della madre. Mentre, parallelamente, racconta anche la sua storia, il suo presente e il suo passato, intrecciandola ad aneddoti di vita quotidiana, a suggestioni letterarie e a riflessioni sulla vita e la scrittura creando così un collage fatto di frammenti nitidi come fotografie che, insieme, danno vita a un quadro più grande. Un affresco storico del nostro continente tra gli orrori e le speranze del secolo passato e, al contempo, una riflessione sull’esilio e sulla scrittura come unica patria possibile. The heroine of this novel is a middle-aged Croatian and the novel is composed of fragments. She reflects on exile, life in Berlin, there's a recipe for caraway soup and a romantic encounter in Lisbon.
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