Il mio pensiero non vi lascia : lettere a Gianfranco Draghi e ad altri amici del periodo fiorentino
معرفی کتاب «Il mio pensiero non vi lascia : lettere a Gianfranco Draghi e ad altri amici del periodo fiorentino» نوشتهٔ Cristina Campo, Margherita Pieracci Harwell (editor)، منتشرشده توسط نشر Adelphi Edizioni spa در سال 2012. این کتاب در فرمت pdf، زبان it ارائه شده است.
Ci sono prosatori che proprio nelle lettere raggiungono una sorta di perfezione assoluta: riuscendo, nel breve volgere di una frase, a toccare vertici di bellezza e di intensità. Che la Campo sia uno di essi lo hanno dimostrato le "Lettere a Mita" e "Caro Bul": e ne è una conferma questo terzo pannello dell'epistolario, che raccoglie le lettere scritte agli amici del periodo fiorentino (e ad alcuni altri che a questi si riallacciano). Nel 1956 Cristina è costretta ad abbandonare Firenze per Roma; e gli anni romani saranno costantemente segnati dal ricordo struggente di quel giardino incantato che era la cerchia degli "amici d'infanzia": Piero Draghi, Anna Bonetti, Giorgio Orelli, Mario Luzi. A tutti loro scrive dal suo "esilio" parole di nostalgico affetto ("C'è con voialtri, nell'aria, odore di latte"), ma il più rimpianto è senza dubbio Gianfranco Draghi, quel Gian che guarda ai suoi stessi "fari" (i più luminosi: Hofmannsthal e Simone Weil), lo scrittore e il poeta di cui ammira sia la personalità sia l'opera, l'amico che "conosce sempre, sottilmente, il disegno del tempo, e trova la parola magica da incidervi". A lui una Cristina ancora dolente per una pena d'amore chiede di assicurarle "che la felicità esiste", ma anche di impegnarsi a favore di Danilo Dolci; con lui parla di Roma, che va scoprendo con meraviglia, delle sue letture, dei suoi momenti bui e dell'importanza della loro amicizia nella sua vita. Ci sono prosatori che proprio nelle lettere raggiungono una sorta di perfezione assoluta: riuscendo, nel breve volgere di una frase, a toccare vertici di bellezza e di intensit. Che la Campo sia uno di essi lo hanno dimostrato le Lettere a Mita e Caro Bul : e questo terzo pannello dell'epistolario, che raccoglie le lettere scritte agli amici del periodo fiorentino, ne una conferma. Nel 1956 Cristina costretta ad abbandonare Firenze per Roma; e gli anni romani saranno costantemente pervasi dal ricordo struggente di quel giardino incantato che era la cerchia degli amici d'infanzia: Piero Draghi, Mario Luzi, Anna Bonetti, Venturino Venturi, Giorgio Orelli. A tutti loro scrive dal suo esilio parole di nostalgico affetto (C' con voialtri, nell'aria, gusto di latte); ma il pi rimpianto senza dubbio Gianfranco Draghi, quel Gian che guarda ai suoi stessi fari (i pi luminosi: Hofmannsthal e Simone Weil), lo scrittore e poeta di cui ammira la personalit e l'opera, l'amico che conosce sempre, sottilmente, il disegno del tempo, e trova la parola magica da incidervi. A lui una Cristina ancora dolente per una pena d'amore chiede di assicurarle che la felicit esiste, ma anche di impegnarsi a favore di Danilo Dolci (come sta facendo lei stessa); con lui parla di Roma, che va scoprendo con meraviglia, delle sue letture (Montaigne, Lawrence, l'amatissimo Auden, ma anche Pasternak, e Il Gattopardo ), dei suoi momenti bui e dell'importanza della loro amicizia nella sua vita. Per ogni corrispondente la Campo trova un'intonazione diversa, quella che ritiene la pi opportuna, la pi esatta ma sempre (che assuma il timbro argentino della Pisana o quello pi cupo della Donatrice Portinari) la sua voce suona alle nostre orecchie con una giustezza e una limpidezza incomparabili.
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