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I volti del potere : alle origini del ritratto nell'arte dell'Oriente antico

معرفی کتاب «I volti del potere : alle origini del ritratto nell'arte dell'Oriente antico» نوشتهٔ Paolo Matthiae، منتشرشده توسط نشر Giulio Einaudi Editore spa. این کتاب در 2 صفحه، فرمت pdf، زبان it ارائه شده است.

Il saggio ripercorre la storia del ritratto, prevalentemente regale, nelle maggiori civiltà figurative dell’Oriente antico, con privilegiata attenzione all’Egitto e alla Mesopotamia, dagli anni attorno al 3000 a.C. fino alle conquiste di Alessandro Magno. L’autore di Ebla presenta un'interpretazione completamente nuova della più remota origine del ritratto, la cui stessa esistenza è usualmente negata o comunque per nulla storicizzata, nelle grandi civiltà preclassiche del Vicino Oriente antico. Una ricerca innovativa sul ritratto prima dei Greci, che del ritratto furono erroneamente ritenuti dalla storiografia tradizionale gli inventori. Da sempre le grandi civilt preclassiche dellOriente mediterraneo, dallEgitto alla Mesopotamia, dallAnatolia alla Siria allIran, sono state fonte dammirazione per limponenza colossale di celebri opere architettoniche, dalle Piramidi di Giza alla Torre templare di Babilonia al centro cerimoniale di Persepoli. Questa dimensione monumentale ha contribuito da sola a definire agli occhi dellOccidente lelemento distintivo e il limite fatale di tutta larte orientale antica, cio la sua immutabilit e ripetitivit ossessiva e straniante. Risalente a una sorta di et preistorica, lespressione artistica di quelle civilt, cos dedita al meraviglioso, sarebbe stata del tutto estranea al rapporto con la Storia, che con le sue costanti trasformazioni sarebbe divenuta prerogativa fondamentale ed eccellenza dellarte greca, romana e tardoantica. In realt, nella prospettiva di Paolo Matthiae, proprio il ritratto, forma espressiva realistica e quindi storica tra tutte, costitu fin dagli inizi del III millennio a.C. una dimensione specifica di tutte le culture artistiche dellOriente antico. Il ritratto usualmente considerato un genere che, fin dalla civilt etrusca, ha percorso tutta la storia dellespressione artistica del mondo occidentale e che non ha conosciuto che rarissimi, inconsistenti e accidentali precedenti nel mondo orientale antico dEgitto e dAsia. Questo giudizio non soltanto inaccettabilmente sommario, ma soprattutto non per nulla corrispondente alla realt, in quanto forme di rappresentazione che, pur molto approssimativamente, possono definirsi di ritratto, concepite e realizzate in relazione a definite visioni della natura umana, divina o divinizzata dei detentori del potere come maschere create in un complesso processo di comunicazione visiva di eccezionale rilievo per le societ di quasi tutte le realt statuali storiche urbane, territoriali, nazionali, imperiali dellOriente antico, sono ben documentate, con infinite variet, lungo tre millenni di storia. Nelle pagine che seguono, per lattenzione prestata alla restituzione dei collegamenti tra le opere artistiche e le concezioni dei ruoli istituzionali dei personaggi raffigurati, il tema del ritratto trattato nella prospettiva di una sempre pi avanzata storicizzazione dellarte dellOriente antico. Da sempre le grandi civiltà preclassiche dell'Oriente mediterraneo, dall'Egitto alla Mesopotamia, dall'Anatolia alla Siria all'Iran, sono state fonte d'ammirazione per l'imponenza colossale di celebri opere architettoniche, dalle Piramidi di Giza alla Torre templare di Babilonia al centro cerimoniale di Persepoli. Questa dimensione monumentale ha contribuito da sola a definire agli occhi dell'Occidente l'elemento distintivo e il limite fatale di tutta l'arte orientale antica, cioè la sua immutabilità e ripetitività ossessiva e straniante. Risalente a una sorta di età preistorica, l'espressione artistica di quelle civiltà, così dedita al meraviglioso, sarebbe stata del tutto estranea al rapporto con la Storia, che con le sue costanti trasformazioni sarebbe divenuta prerogativa fondamentale ed eccellenza dell'arte greca, romana e tardoantica. In realtà, nella prospettiva di Paolo Matthiae, proprio il ritratto, forma espressiva realistica e quindi storica tra tutte, costituì fin dagli inizi del III millennio a.C. una dimensione specifica di tutte le culture artistiche dell'Oriente antico. 'Il ritratto è usualmente considerato un genere che, fin dalla civiltà etrusca, ha percorso tutta la storia dell'espressione artistica del mondo occidentale e che non ha conosciuto che rarissimi, inconsistenti e accidentali precedenti nel mondo orientale antico d'Egitto e d'Asia
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