Formazioni, deformazioni : la stilistica ornamentale nella scultura romanica
معرفی کتاب «Formazioni, deformazioni : la stilistica ornamentale nella scultura romanica» نوشتهٔ J. Bradford DeLong و Jurgis Baltrušaitis، منتشرشده توسط نشر Adelphi Edizioni spa در سال 2005. این کتاب در فرمت pdf، زبان it ارائه شده است.
Quando apparve per la prima volta, nel 1931, questo saggio si impose subito come un'opera in grado di gettare nuova luce su alcuni passaggi decisivi dell'arte medioevale in Occidente. E non mancò di sbalordire l'"occhio assoluto" che rivelava il suo giovane autore, nonché la sua capacità di individuare nel groviglio dei corpi, nell'esplosione del mostruoso, nell'oltranza antirealistica della plastica dei secoli XI e XII la segreta immanenza di un ristretto numero di schemi lineari fissi. Dietro l'apparente disordine e le violente sproporzioni della scultura romanica, Baltrusaitis intuisce così per primo la dialettica fra necessità architettoniche e una sorta di ossessione geometrica, di implacabile rigore formale. Jurgis Baltrušaitis - FORMAZIONI, DEFORMAZIONI Risvolto 1 Risvolto 2 Frontespizio Colophon Indice FORMAZIONI, DEFORMAZIONI. La stilistica ornamentale nella scultura romanica Avvertenza dell'autore Prefazione PARTE PRIMA. L'ISTITUZIONE DI UN ORDINE I. La cornice I. La cornice rettilinea, architravi, frontoni II. La cornice curvilinea, medaglioni e mandorle III. Metamorfosi II. L'ornamento I. Moltiplicazione e uniformità II. Inversione degli assi III. Palmette e intrecci IV. L'ornamento e il suo supporto architettonico III. L'influenza I. L'influenza della geometria II. Visione geometrica PARTE SECONDA. FORMAZIONI IV. Dialettica ornamentale I. Motivo I II. Motivo II III. La sirena, un modello tipo IV. L'influenza diretta dell'ornamento V. Motivo III VI. Variazioni e labirinti V. Il capitello a «crochet» I. Schema stereometrico II. Il «crochet» animato III. Riquadro assiale IV. Registri orizzontali V. Le messe in scena VI. Le grandi composizioni I. Lo zoomorfismo tipico del capitello trasposto sul timpano II. La palmetta dei temi trionfali III. La cifra indicata sull'archivolto IV. Strutture complesse V. La triangolazione di Vézelay PARTE TERZA. DEFORMAZIONI VII. L'animale. Produzione dei mostri I. Nascita nell'ornamento II. Figure con pezzi intercambiabili III. Esseri compositi su scheletri uniformi VIII. L'uomo, bestiario antropomorfo I. Procedimento di protezione II. Deformazioni anatomiche III. Stabilità e movimento IX. Distacco e permanenza I. L'ultimo stadio II. Geometria III. Il mostro affrancato IV. L'umanità errante Conclusione Indice dei luoghi Quando apparve per la prima volta, nel 1931, questo saggio si impose subito come unopera capitale, in grado di gettare nuova luce su alcuni passaggi decisivi dellarte medioevale in Occidente. E non manc di sbalordire locchio assoluto che rivelava il suo giovane autore, nonch la sua capacit di individuare nel groviglio dei corpi, nellesplosione del mostruoso, nelloltranza antirealistica della plastica dei secoli XI e XII la segreta immanenza di un ristretto numero di schemi lineari fissi. I pi bizzarri intrecci animali, le pi inverosimili deformazioni anatomiche ricalcano precisi motivi decorativi quali la palmetta, il viticcio, le foglie con gli steli ad asso di cuori: dietro lapparente disordine e le violente sproporzioni della scultura romanica, Baltruaitis intuisce cos per primo la dialettica fra necessit architettoniche e una sorta di ossessione geometrica, di implacabile rigore formale. E confutando la tradizione che vede nella prima scultura monumentale del Medioevo unarte ancora alla ricerca di se stessa e dei propri mezzi, inaugura una indagine magistrale proseguita poi con Il Medioevo fantastico e Risvegli e prodigi , che costituisce ancora oggi la migliore guida per chi voglia accostarsi non solo a uno dei periodi pi misteriosi dellarte, ma anche a quellamalgama di teratologia e astrazione che si ritrova nei mondi visionari di ogni tempo.
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