Firenze e gli antichi Paesi Bassi, 1430-1530 : dialoghi tra artisti: da Jan van Eyck a Ghirlandaio, da Memling a Raffaello ... ; [Firenze, Palazzo Pitti Galeria Palatina 20 giugno - 26 ottobre 2008
معرفی کتاب «Firenze e gli antichi Paesi Bassi, 1430-1530 : dialoghi tra artisti: da Jan van Eyck a Ghirlandaio, da Memling a Raffaello ... ; [Firenze, Palazzo Pitti Galeria Palatina 20 giugno - 26 ottobre 2008» نوشتهٔ Bert W. Meijer (ed.)، منتشرشده توسط نشر Sillabe srl در سال 2013. این کتاب در فرمت pdf، زبان it ارائه شده است.
Catalogo della mostra omonima, Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina, 20 giugno - 26 ottobre 2008. Il volume si propone di offrire una panoramica delle opere neerlandesi presenti a Firenze nel periodo 1430-1530, attraverso una scelta mirata di capolavori dei grandi maestri da Jan van Eyck a Luca di Leida. Grazie agli intensi rapporti commerciali ed artistici con gli antichi Paesi Bassi, e all'importanza delle scuole pittoriche di quelle regioni, nel Quattrocento è grande in Italia, e in particolare nella Firenze dei Medici, l'interesse per i dipinti fiamminghi. Membri di importanti famiglie fiorentine come i Portinari, i Baroncelli, i Pagagnotti, i Tani, accreditati a Bruges come rappresentanti di imprese commerciali e bancarie quali il Banco dei Medici, agirono, nel campo artistico, come elementi di congiunzione tra il mercato locale e la richiesta dall'Italia, facendosi intermediari o acquirenti di opere destinate a dar lustro alle chiese, ai palazzi, alle ville fiorentine, o alle loro proprie abitazioni e cappelle a Firenze e al Nord. Anche presso gli artisti, le innovazioni della pittura neerlandese suscitarono un interesse straordinario. La presenza a Firenze di capolavori di Jan van Eyck, Rogier van der Weyden, Hans Memling, nonché di vari altri maestri degli antichi Paesi Bassi, e in particolare l'opera più celebre e più monumentale, il Trittico Portinari di Hugo van der Goes arrivato nella chiesa di Sant'Egidio nel 1483, ebbe un impatto vigoroso e profondo nell'ambiente artistico locale. Dal Beato Angelico e da Filippo Lippi a Botticelli, Leonardo, Perugino e Ghirlandaio, da Lorenzo di Credi a Fra' Bartolomeo, fino a Raffaello, Andrea del Sarto e Pontormo, la magica poesia della luce e dell'osservazione analitica dei paesaggi, degli interni e delle cose che conferiscono consistenza tattile ed emotiva ai personaggi e agli ambienti, entra con le più varie sfumature a far parte integrante del linguaggio figurativo del rinascimento fiorentino. Catalogo di mostra, Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina, 20 giugno 2008-26 ottobre 2008 Il volume si propone di offrire una panoramica delle opere olandesi presenti a Firenze nel periodo 1430-1530, attraverso una scelta mirata di capolavori dei grandi maestri da Jan van Eyck a Luca di Leida. Grazie agli intensi rapporti commerciali ed artistici con gli antichi Paesi Bassi, e allimportanza delle scuole pittoriche di quelle regioni, nel Quattrocento grande in Italia, e in particolare nella Firenze dei Medici, linteresse per i dipinti fiamminghi. Membri di importanti famiglie fiorentine come i Portinari, i Baroncelli, i Pagagnotti, i Tani, accreditati a Bruges come rappresentanti di imprese commerciali e bancarie quali il Banco dei Medici, agirono, nel campo artistico, come elementi di congiunzione tra il mercato locale e la richiesta dallItalia, facendosi intermediari o acquirenti di opere destinate a dar lustro alle chiese, ai palazzi, alle ville fiorentine, o alle loro proprie abitazioni e cappelle a Firenze e al Nord. Anche presso gli artisti, le innovazioni della pittura neerlandese suscitarono un interesse straordinario. La presenza a Firenze di capolavori di Jan van Eyck, Rogier van der Weyden, Hans Memling, nonch di vari altri maestri degli antichi Paesi Bassi, e in particolare lopera pi celebre e pi monumentale, il Trittico Portinari di Hugo van der Goes arrivato nella chiesa di SantEgidio nel 1483, ebbe un impatto vigoroso e profondo nellambiente artistico locale. Dal Beato Angelico e da Filippo Lippi a Botticelli, Leonardo, Perugino e Ghirlandaio, da Lorenzo di Credi a Fra Bartolomeo, fino a Raffaello, Andrea del Sarto e Pontormo, la magica poesia della luce e dellosservazione analitica dei paesaggi, degli interni e delle cose che conferiscono consistenza tattile ed emotiva ai personaggi e agli ambienti, entra con le pi varie sfumature a far parte integrante del linguaggio figurativo del rinascimento fiorentino.
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