Contro il colonialismo digitale : istruzioni per continuare a leggere
معرفی کتاب «Contro il colonialismo digitale : istruzioni per continuare a leggere» نوشتهٔ Roberto Casati، منتشرشده توسط نشر Gius. Laterza & Figli spa در سال 2014. این کتاب در فرمت pdf، زبان it ارائه شده است.
Il libro di carta morto. Non vero. Ma la lettura stata rubata. Dobbiamo ora capire quali conseguenze ci sono per chi legge, e come fare per riconquistarla. Chi scrive, produce, vende, legge e fa leggere libri oggi si pone mille domande: laccelerazione tecnologica sta rendendo obsoleto il libro di carta? Uccide lidea stessa di libro? E cosa accade nella scuola? Ad esempio, bisogna far acquistare alla propria scuola un tablet per ogni alunno? Le discussioni sono concitate, intervengono ministri affrettati e coloni digitali zelanti pronti a sostenere qualsiasi novit tecnologica. Fioccano le immagini di una nuova generazione a suo agio con lo schermo tattile e lindice sfiorante, che se pur sar refrattaria alla lettura avrebbe nuove competenze digitali, tra le quali la capacit di navigare distribuendo lattenzione su molti schermi. Questo libro sostiene alcune tesi controverse (ma anche di buon senso): che i cosiddetti nativi digitali non esistono e che se veramente esistessero la scuola farebbe meglio ad aiutarli a guardare fuori degli schermi; che non c un sostituto elettronico dellinsegnante; e soprattutto che il libro di carta sar pure a rischio commerciale a causa del suo cugino elettronico, ma assolutamente insostituibile dal punto di vista cognitivo, perch protegge e non aggredisce la nostra risorsa mentale pi preziosa: lattenzione. "Chi scrive, produce, vende, legge e fa leggere libri oggi si pone mille domande: l'accelerazione tecnologica sta rendendo obsoleto commercialmente il libro di carta? Uccide l'idea stessa di libro? E cosa accade nella scuola? Ad esempio, bisogna far acquistare alla propria scuola mille tablet? Le discussioni sono concitate, intervengono ministri affrettati e zelanti coloni digitali pronti a sostenere qualsiasi novità tecnologica. Fioccano le immagini di una nuova generazione a suo agio con l'indice sfiorante sullo schermo tattile, che se pur sarà refrattaria alla lettura avrebbe nuove competenze digitali quasi innate, tra le quali la capacità di navigare distribuendo l'attenzione su mille schermi. È utile fare una pausa e guardare la situazione con calma. Questo libro sostiene alcune tesi controverse (ma anche di buon senso): che i cosiddetti nativi digitali non esistono, e che se veramente esistessero la scuola farebbe meglio ad aiutarli a guardare fuori degli schermi invece che equipaggiarsi a sua volta di gadget tecnologici che servono solo da vetrina per degli app store; che la lettura non si difende invitando gli studenti a leggere durante le vacanze, ma dedicandole uno spazio durante le ore di scuola; che non c'è un sostituto elettriconico all'insegnamento umano, e che quindi sarebbe bene investire nel capitale umano della scuola; che i manuali scolastici non possono essere dei collage di testi recuperati qua e là sul web; e sopratutto che il libro di carta sarà pure a rischio commerciale a causa del suo cugino elettronico, ma è assolutamente insostituibile dal punto di vista cognitivo, perché protegge e non aggredisce la nostra risorsa mentale più preziosa: l'attenzione"--provided by publisher Chi scrive, produce, vende, legge e fa leggere libri oggi si pone mille domande: l'accelerazione tecnologica sta rendendo obsoleto il libro di carta? Uccide l'idea stessa di libro? E cosa accade nella scuola? Ad esempio, bisogna far acquistare alla propria scuola un tablet per ogni alunno? Le discussioni sono concitate, intervengono ministri affrettati e coloni digitali zelanti pronti a sostenere qualsiasi novità tecnologica. Fioccano le immagini di una nuova generazione a suo agio con lo schermo tattile e l'indice sfiorante, che se pur sarà refrattaria alla lettura avrebbe nuove competenze digitali, tra le quali la capacità di navigare distribuendo l'attenzione su molti schermi. Questo libro sostiene alcune tesi controverse (ma anche di buon senso): che i cosiddetti nativi digitali non esistono e che se veramente esistessero la scuola farebbe meglio ad aiutarli a guardare fuori degli schermi; che non c'è un sostituto elettronico dell'insegnante; e soprattutto che il libro di carta sarà pure a rischio commerciale a causa del suo cugino elettronico, ma è assolutamente insostituibile dal punto di vista cognitivo, perché protegge e non aggredisce la nostra risorsa mentale più preziosa: l'attenzione
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