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Cervelli che contano

معرفی کتاب «Cervelli che contano» نوشتهٔ Giorgio Vallortigara, Nicla Panciera، منتشرشده توسط نشر Adelphi Edizioni spa در سال 2014. این کتاب در فرمت epub، زبان it ارائه شده است.

Se vediamo uno stormo di uccelli "per un secondo o forse meno" - come nel famoso apologo di Borges nell'"Artefice" -, non siamo in grado di stabilire il numero esatto di volatili: possiamo però stimarne approssimativamente l'ampiezza, giudicare se lo stormo è più grande o più piccolo rispetto a un altro. Muovendo da questo elegante esempio letterario, Giorgio Valortigara e Nicla Panciera ci introducono alla scoperta che la successione dei numeri interi, la cosa più intuitivamente discreta, è rappresentata nel cervello da quantità continue, affette da caratteristico "rumore". Queste due modalità, discreta e continua, sono riconducibili a una "qualità sensoriale primaria" che risponde al numero come agli altri stimoli visivi o acustici. In altre parole, ci sono nel cervello neuroni selettivamente sensibili alla numerosità degli oggetti a prescindere dalla loro grandezza, forma o posizione, e responsabili di un "senso del numero" analogo a quello dello spazio e del tempo. Dispiegando varie prove sperimentali che vanno dall'analisi del comportamento fino a quella dell'attività dei singoli neuroni, gli autori da un lato mostrano l'esistenza di innate capacità matematiche in un ventaglio sorprendentemente ampio di specie, e dall'altro, sul versante specificamente umano, ricostruiscono il passaggio storico-culturale che ha portato Homo sapiens all'elaborazione dei numeri astratti in parallelo a quella delle lettere dell'alfabeto. Se vediamo uno stormo di uccelli per un secondo o forse meno come nel famoso apologo di Borges nell' Artefice , non siamo in grado di stabilire il numero esatto di volatili: possiamo per stimarne approssimativamente l'ampiezza, giudicare se lo stormo pi grande o pi piccolo rispetto a un altro. Muovendo da questo elegante esempio letterario, Giorgio Vallortigara e Nicla Panciera ci introducono alla scoperta che la successione dei numeri interi, la cosa pi intuitivamente discreta, rappresentata nel cervello da quantit continue, affette da caratteristico rumore. Paragonabili all'embricazione tra analogico e digitale nella tecnologia informatica, queste due modalit, discreta e continua, sono riconducibili a una qualit sensoriale primaria che risponde al numero come agli altri stimoli visivi o acustici. In altre parole, ci sono nel cervello neuroni selettivamente sensibili alla numerosit degli oggetti a prescindere dalla loro grandezza, forma o posizione, e responsabili di un senso del numero analogo a quello dello spazio e del tempo. Dispiegando varie prove sperimentali che vanno dall'analisi del comportamento fino a quella dell'attivit dei singoli neuroni, gli autori da un lato mostrano l'esistenza di innate capacit matematiche in un ventaglio sorprendentemente ampio di specie, e dall'altro, sul versante specificamente umano, ricostruiscono il passaggio storico-culturale che ha portato Homo sapiens all'elaborazione dei numeri astratti in parallelo a quella delle lettere dell'alfabeto: un salto simbolico utile in principio solo a una pi efficace gestione degli scambi commerciali, ma destinato a generare le vertiginose complessit formali e concettuali della matematica contemporanea. Vallortigara e Panciera ci illustrano la differenza tra le due modalità, «continua» e «discreta», che caratterizzano «il senso del numero»: tra una computazione approssimativa (condivisa da tutti gli animali) e una più precisa e arbitraria (presente quasi solo nell'uomo). E dopo aver dispiegato prove sperimentali su un ventaglio sorprendente di specie – come i pulcini, che compiono operazioni aritmetiche «naturalmente e automaticamente» –, risalgono al passaggio evolutivo che ha portato il Sapiens all'elaborazione dei numeri astratti e a quel «salto simbolico» utile in principio per gestire lo scambio e il commercio e asceso via via alle vertiginose complessità formali e concettuali della matematica teorica.
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