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C'ero anch'io su quel treno. La vera storia dei bambini che unirono l’Italia

معرفی کتاب «C'ero anch'io su quel treno. La vera storia dei bambini che unirono l’Italia» نوشتهٔ Giovanni Rinaldi، منتشرشده توسط نشر Solferino در سال 2021. این کتاب در فرمت epub، زبان it ارائه شده است.

«I bambini affamati erano tanti. Cominciava il tempo umido e freddo e non c’era carbone. I casi pietosi erano molti, moltissimi. Bambini che dormivano in casse di segatura per avere meno freddo, senza lenzuola e senza coperte. Bambini rimasti soli o con parenti anziani che non avevano la forza e i mezzi per curarsi di loro.» Così scrisse Teresa Noce, dirigente dell’Udi, Unione donne italiane, che fu l’anima del grande sforzo collettivo avviato all’indomani della Seconda guerra mondiale per salvare i piccoli del Sud condannati dalla povertà. Li accolsero famiglie del Centro-Nord, spesso a loro volta povere ma disposte a ospitarli per qualche mese e dividere quel che c’era. Un’incredibile espressione di solidarietà che richiese un intenso lavoro logistico, con il coinvolgimento di medici e insegnanti. E che non fu priva di ostacoli, tra cui la diffidenza della Chiesa timorosa dell’indottrinamento filosovietico, con qualche parroco che avvertiva: «Se andate in Romagna i bimbi li ammazzano, se li mangiano al forno». Giovanni Rinaldi raccoglie queste storie da oltre vent’anni: partendo dalla sua terra, il Tavoliere delle Puglie, ha viaggiato in ogni regione d’Italia parlando con tanti ex bambini dei «treni della felicità». Franco che non aveva mai dormito in un letto pulito. Severino che non era mai andato in vacanza al mare. Dante che non sapeva cosa fosse una brioche. Rosanna che non voleva più togliere l’abito verde ricevuto in regalo, il primo con cui si sentiva bella. Con le loro voci e un’accurata ricostruzione storica disegna un mosaico di testimonianze di prima mano, divertenti e commoventi: il ritratto di un’Italia popolare eppure profondamente nobile. Indice PROLOGO Aldo. Eccomi PRIMA PARTE Alla ricerca dei bambini salvati Prima di partire Severino. Era un pomeriggio del maggio quando partimmo Ada e Teresa. Nostra madre era la portabandiera Dante. Al mattino ci faceva trovare la brioche Americo. Guardavo i treni e sognavo di partire Erminia. Quello è il mare! Mi sembrava di vivere una favola SECONDA PARTE Alla ricerca delle famiglie solidali Ida e Irma. Era come un grande amore, questo nostro ideale Umberto. Ho avuto due famiglie e ora ho due cognomi Rosanna. Si avvicinarono Renzo e Lorica e mi presero per mano Mario. Si va in Romagna, ospiti per sei mesi! Franco. Noi c’avevano detto che qua c’erano i comunisti che mangiavano i bambini Ernestino. Avevamo una cameretta con due letti, come due fratelli Elvira. È stata la mamma che voleva venissi da voi, da noi si soffriva la fame Benedetto. Non si doveva toccare, quel bambino era sacro Antonio e Angelo. Avevo paura che mio babbo volesse più bene a lui che a me Pasquale detto Zazà. I maccheroni che avanzavano se li metteva in tasca Il ritorno di Benedetto TERZA PARTE Ridare senso alle storie spezzate Nuove storie riemergono Progetto Posillipo. Il treno della felicità ritorna a Napoli Pedruza. La storia delle bambine sarde che andarono a Torino Vincenzo. Non pensavo a mia madre, pensavo solo che stavo scappando Annamaria. Ero felice di partire, era la mia prima vacanza Carla. Dove si mangia in otto si mangia anche in nove! Roberto. La storia dei bambini mandati al Nord ha toccato anche la mia famiglia Aldo. Sono un uomo normale, che ha fatto una vita semplice e felice EPILOGO Gennaro e Simone. Le storie hanno una loro volontà Riferimenti bibliografici essenziali Treni della felicità. Cronologia delle opere (1946-2021) Ringraziamenti
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