Carpe diem: Le poesie più belle (Italian Edition)
معرفی کتاب «Carpe diem: Le poesie più belle (Italian Edition)» نوشتهٔ Flacco, Quinto Orazio، منتشرشده توسط نشر Fazi Editore srl در سال 2016. این کتاب در فرمت epub، زبان it ارائه شده است.
Quasi tutti conoscono almeno un verso di Orazio, il grande poeta latino, uno dei più grandi di tutti i tempi: se non altro, il famosissimo e universale carpe diem. Pochi hanno avuto invece l’opportunità di leggerlo e goderne, se non sudando sul latino dei banchi di scuola. Ed è un peccato. Raffinatissimo e intenso, antico e moderno al tempo stesso, Orazio continua – a più di duemila anni dalla morte, avvenuta nell’8 a.C. – a far sentire la propria voce, a meditare sulla fuga del tempo, invitando gli uomini a non lasciarsi sfuggire la densità dell’istante, l’attimo da cogliere e vivere in pienezza. Scontroso e irascibile, innamorato della saggezza e del vino, fu uomo solitario, ma credette profondamente nell’amicizia. Amò le donne con passione, ma della passione ebbe sospetto e timore. Non ebbe figli, né eredi, ma scelse di lasciare al mondo l’inconsistenza della parola poetica: «Un monumento più eterno del bronzo, più alto delle piramidi». Minacciato da quel “male di vivere” che chiamò funestus veternus, cercò sempre un equilibrio interiore che non si lasciasse turbare dalle alterne vicende della vita, ma seppe anche accettare con un sorriso le debolezze proprie e altrui. La sua poesia insegue la perfezione e l’eleganza assolute, ma spesso i suoi versi raggiungono la vetta ben più ardua della semplicità. Aspira all’eternità, ma esalta la bellezza del momento presente. Vorrebbe pronunciare la parola “speranza”, ma teme che sia un inganno. Non crede agli dèi, e se ne dispiace. E così Orazio consacra la sua voce a una dimensione intermedia, a quella terra di nessuno che sta nel mezzo, fra il cielo e la terra: nel “non più” degli dèi fuggiti, nel “non ancora” del Dio che viene. Questo piccolo libro offre una nuova traduzione di trenta componimenti – tra i più belli – scelti tra Epodi, Odi, Epistole. Una traduzione in versi il più possibile fedele al testo oraziano, ma che ne restituisca facilmente il senso, evitando inutili e pesanti arcaismi. Come tutte le traduzioni, non renderà mai appieno la bellezza dell’originale. Per questo conserva il testo latino a fronte. Ma se tradurre è – inevitabilmente – tradire, è l’unico tradimento che si possa consumare per amore. dalla prefazione di Giovanni Ricciardi Quasi tutti conoscono almeno un verso di Orazio, il grande poeta latino, uno dei pi grandi di tutti i se non altro, il famosissimo e universale carpe diem.Pochi hanno avuto invece lopportunit di leggerlo e goderne, se non sudando sul latino dei banchi di scuola. Ed un peccato. Raffinatissimo e intenso, antico e moderno al tempo stesso, Orazio continua a pi di duemila anni dalla morte, avvenuta nell8 a.C. a far sentire la propria voce, a meditare sulla fuga del tempo, invitando gli uomini a non lasciarsi sfuggire la densit dellistante, lattimo da cogliere e vivere in pienezza. Scontroso e irascibile, innamorato della saggezza e del vino, fu uomo solitario, ma credette profondamente nellamicizia. Am le donne con passione, ma della passione ebbe sospetto e timore. Non ebbe figli, n eredi, ma scelse di lasciare al mondo linconsistenza della parola Un monumento pi eterno del bronzo, pi alto delle piramidi.Minacciato da quel male di vivere che chiam funestus veternus, cerc sempre un equilibrio interiore che non si lasciasse turbare dalle alterne vicende della vita, ma seppe anche accettare con un sorriso le debolezze proprie e altrui.La sua poesia insegue la perfezione e leleganza assolute, ma spesso i suoi versi raggiungono la vetta ben pi ardua della semplicit. Aspira alleternit, ma esalta la bellezza del momento presente. Vorrebbe pronunciare la parola speranza, ma teme che sia un inganno. Non crede agli di, e se ne dispiace.E cos Orazio consacra la sua voce a una dimensione intermedia, a quella terra di nessuno che sta nel mezzo, fra il cielo e la nel non pi degli di fuggiti, nel non ancora del Dio che viene.Questo piccolo libro offre una nuova traduzione di trenta componimenti tra i pi belli scelti tra Epodi, Odi, Epistole. Una traduzione in versi il pi possibile fedele al testo oraziano, ma che ne restituisca facilmente il senso, evitando inutili e pesanti arcaismi. Come tutte le traduzioni, non render mai appieno la bellezza delloriginale. Per questo conserva il testo latino a fronte. Ma se tradurre inevitabilmente tradire, lunico tradimento che si possa consumare per amore.dalla prefazione di Giovanni RicciardiNon indagare empio saperlo qualedestino a me, a te, fu stabilito,Candida Mente, e non mettere mano acabale persiane. Quanto meglioaccettare qualunque cosa venga,se Giove ci ha assegnato molti inverni,o se questo sia lultimo che stancasu opposti scogli il mar saggia,filtra il vino, e in breve spazio accorcialunga speranza. Ora che noi parliamo,il tempo, per invidia, gi fuggito.Sia tuo il frutto del giorno; e lascia andarela fede che riponi nel domani.
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